via alta

Dal 14 al 24 Maggio

Raggiunta Torino con la prima tappa della Via Francigena, con qualche fatica ma con grandi soddisfazioni dei partecipanti, ci accingiamo a percorrere la seconda tappa che da Torino ci porterà a Piacenza, passando per Vercelli e Pavia.
Il percorso si snoda lungo fiumi, canali, risaie, dove si potrà godere di uno spettacolo di ambiente rurale che rappresenta un felice connubio tra le tracce degli insediamenti umani e la colonizzazione di uccelli acquatici.

Partiremo dal Parco del Meisino, alla periferia est di Torino, dove il Po è un fiume libero. Libero da argini e costruzioni sulle rive, il suo corso si articola in rami secondari, lanche, isoloni, boschi di salici, ghiareti. Così il Grande Fiume che conosceremo lungo il percorso non è molto diverso da quello dei tempi di Sigerico e degli altri pellegrini dell'anno Mille.

Pur non essendo canalizzato come nel suo medio corso, il Po tra Torino e Vercelli conta varie importanti opere idrauliche e, presso Chivasso, potremo percorrere un tratto lungo gli argini del canale Cavour, realizzato tra il 1863 e il 1866.

E' probabile che il viaggiatore medioevale non conoscesse il riso, gli arabi lo portarono in Sicilia dall’Oriente, ma solo nel XV secolo fu introdotto nella pianura Padana dagli Sforza. La sua coltura e la notevole produzione del XIX secolo hanno modificato notevolmente il paesaggio: sono state spianate le naturali ondulazioni del terreno alluvionale, attraversato oggi da una rete di canali e argini, e annullata la foresta planiziale che videro gli antichi pellegrini. Noi pedaleremo lungo queste alzate godendoci lo spettacolo delle cascine e dei piccoli borghi attorniati da quello che gli abitanti del luogo chiamano “il mare a quadretti”. Il percorso ci riserverà come premio finale la bellissima discesa verso il fondovalle dove scorre il Ticino, per raggiungere lungo la strada sull'argine l'antica capitale dei Longobardi Pavia.

Per raggiungere Piacenza proveremo il brivido di attraversare il Grande Fiume in assenza di ponti e strade moderne, proprio come fece Sigerico, nello stesso tratto di fiume, anche se noi, oggi, potremo imbarcarci su un ben più moderno e sicuro natante da lavoro, in grado di portare sei passeggeri alla volta con le loro biciclette.

Come per la Via Alta, seguiremo il percorso storico della Via Francigena utilizzando principalmente le biciclette, ma ci concederemo delle occasionali deviazioni per la visita di qualche sito di particolare interesse o utilizzeremo i camper per i tratti dove la Via Francigena, assorbita da strade statali di grande traffico, potrebbe essere pericolosa per i ciclisti.

Porteremo con noi il libretto delle “Credenziali del Pellegrino” sul quale faremo apporre i timbri dei luoghi raggiunti, a memoria e testimonianza del nostro percorso.

La terza tappa da Piacenza a Lucca è già prevista per il prossimo autunno.

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